Che cos'è una lettera di compliance
La lettera di compliance è una comunicazione con cui l'Agenzia delle Entrate segnala al contribuente un'anomalia emersa dai dati in suo possesso e lo invita a verificarla. È prevista dall'art. 1, commi 634-636, della Legge 190/2014, che ha introdotto questo strumento per favorire l'adempimento spontaneo.
Non è un accertamento e non contiene una richiesta di pagamento. È però un segnale preciso: l'Amministrazione dispone di informazioni che non trovano riscontro nelle dichiarazioni presentate.
Perché arriva sulle cripto-attività
Le informazioni arrivano soprattutto dagli scambi automatici tra amministrazioni fiscali e dai dati di intermediari e piattaforme. Dal 2026, con la direttiva (UE) 2023/2226 (DAC8), anche i prestatori di servizi per le cripto-attività comunicano i dati dei clienti alle autorità fiscali: le posizioni detenute su exchange, anche esteri, diventano progressivamente più visibili.
Le anomalie più frequenti riguardano:
- la mancata compilazione del quadro RW, obbligatoria per le cripto-attività anche in assenza di vendite (art. 4 D.L. 167/1990);
- plusvalenze non dichiarate nel quadro RT (art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR, introdotto dalla Legge 197/2022);
- l'omesso versamento dell'imposta sul valore delle cripto-attività, pari al 2 per mille annuo;
- bonifici in entrata o in uscita da piattaforme estere non coerenti con i redditi dichiarati.
Cosa fare, passo per passo
- Non ignorare la comunicazione. Lasciarla senza risposta non la fa scomparire e riduce lo spazio per una soluzione a costi contenuti.
- Verificare se la segnalazione è fondata. Serve una ricostruzione completa dell'operatività: tutti gli exchange, i wallet personali, gli scambi tra cripto-attività, lo staking, le carte di pagamento in crypto. Solo così si capisce se e quanto è dovuto.
- Se la segnalazione è fondata, regolarizzare. Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) consente di correggere le dichiarazioni e versare imposte, interessi e sanzioni in misura ridotta. La lettera di compliance non preclude il ravvedimento, che resta possibile finché non viene notificato un atto di accertamento.
- Se la segnalazione non è fondata, spiegarlo. Si trasmettono all'Agenzia chiarimenti e documenti attraverso i canali indicati nella lettera, con una ricostruzione che dimostri la correttezza di quanto dichiarato.
Gli errori da evitare
- Correggere solo l'anno indicato nella lettera. Se l'operatività riguarda più annualità, conviene valutarle tutte insieme: un'altra comunicazione sugli anni successivi è molto probabile.
- Affidarsi a un report software senza verificarlo. I programmi di calcolo sono utili, ma non applicano automaticamente le regole italiane: dal 2023, per esempio, la permuta tra cripto-attività aventi le stesse caratteristiche e funzioni non genera reddito (Circolare 30/E del 27 ottobre 2023).
- Dimenticare il monitoraggio. Il quadro RW e l'imposta sul valore sono dovuti anche se non si è mai venduto nulla.
- Aspettare. Le sanzioni ridotte del ravvedimento dipendono dal momento in cui si regolarizza. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 si applica inoltre il sistema sanzionatorio riformato dal D.Lgs. 87/2024: la misura esatta va calcolata anno per anno.
Questo approfondimento ha finalità informative e non sostituisce una consulenza sul caso concreto. Riferimenti aggiornati al 4 ottobre 2026.