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Finanza agevolata · Approfondimento

Contributo a fondo perduto o finanziamento agevolato: come scegliere.

Non sempre il contributo a fondo perduto è la soluzione migliore per un'impresa. Ecco come funzionano le due forme di agevolazione, quando conviene l'una o l'altra e i cinque criteri per decidere.

Le due forme in breve

Il contributo a fondo perduto è una somma che l'impresa non deve restituire, calcolata in percentuale sulle spese ammesse del progetto (la cosiddetta intensità d'aiuto). Il finanziamento agevolato è invece un prestito da rimborsare, ma a condizioni migliori di quelle di mercato: tasso zero o ridotto, durata più lunga, periodo iniziale di preammortamento.

Molte misure combinano le due forme. La Nuova Sabatini, ad esempio, abbina a un finanziamento bancario un contributo statale sugli interessi; gli strumenti di Invitalia per le nuove imprese uniscono spesso un prestito a tasso zero a una quota a fondo perduto.

Quando conviene il fondo perduto

  • l'impresa ha già la liquidità per sostenere l'investimento, perché il contributo viene di norma erogato dopo aver sostenuto e rendicontato la spesa;
  • il progetto rientra pienamente nelle spese ammesse dal bando;
  • si vuole ridurre il costo complessivo dell'investimento senza aumentare l'indebitamento.

Va ricordato che il contributo, di norma, concorre alla formazione del reddito d'impresa secondo le regole del TUIR: il suo effetto va considerato nella pianificazione fiscale dell'anno.

Quando conviene il finanziamento agevolato

  • la priorità è disporre subito della liquidità necessaria;
  • l'investimento è rilevante rispetto alle dimensioni dell'impresa;
  • l'impresa ha una capacità di rimborso solida e un buon merito di credito.

I cinque criteri per decidere

  1. Liquidità disponibile: l'impresa può anticipare la spesa in attesa dell'erogazione?
  2. Tempi: quando servono le risorse e quando arriverà il contributo?
  3. Dimensione e cumulabilità: la classificazione come micro, piccola o media impresa e i limiti al cumulo degli aiuti, inclusa la soglia de minimis di 300.000 euro in tre esercizi (Regolamento (UE) 2023/2831).
  4. Capacità di rimborso: i flussi di cassa previsti sostengono la rata del finanziamento?
  5. Effetti fiscali e di bilancio: come incidono il contributo e il debito sul reddito e sugli indici che le banche valutano.
Attenzione al momento della domanda. Per gli aiuti soggetti al Regolamento (UE) 651/2014 la domanda deve essere presentata prima dell'avvio dei lavori (effetto incentivante, art. 6). Ordini firmati o acconti versati troppo presto possono far perdere l'agevolazione.

Questo approfondimento ha finalità informative e non sostituisce una consulenza sul caso concreto. Riferimenti aggiornati al 4 ottobre 2026.

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Un breve colloquio per inquadrare il progetto. Se il quadro è già definito, si può fissare direttamente una consulenza di un'ora per verificare le misure applicabili.